Nazionale: Oriundi si o no?
L'Italia, si sa, è un popolo di allenatori che si trasforma in commissari tecnici quando arriva il turno della nazionale.
Impossibile mettere d'accordo tutti sulla lista delle convocazioni. C'è chi sceglie il cuore e vorrebbe vedere il proprio idolo sempre nella lista dei convocati, c'è chi sceglie la continuità e vorrebbe vedere sempre gli stessi convocati, c'è chi per tifo vorrebbe NON vedere nella lista dei convocati il giocatore della propria squadra del cuore per non rischiare infortuni e c'è chi al contrario, sogna di vedere tra i convocati il "proprio" giocatore (soprattutto se non gioca in una grande squadra).
Sugli oriundi, invece, il popolo di allenatori si divide.
Uno dei primi casi (se non il primo) è stato quello di Josè Altafini, l'ultimo, quello di Osvaldo, attaccante argentino naturalizzato italiano appena convocato dal CT Prandelli.
Il caso Altafini è addirittura clamoroso, visto che giocò sia nella nazionale maggiore brasiliana che in quella italiana (con le regole attuali non sarebbe fattibile). Osvaldo al contrario, ha giocato già con l'under 21 italiana, ma è pur sempre un argentino.
La domanda che mi pongo è: ma i valori tecnici, morali e caratteriali di Osvaldo, sono tanto più alti di quelli di Matri o di un Cerci?
Ecco, se posso dare la mia opinione, in linea di massima sono contro gli oriundi (unBalotelli non lo considero oriundo,avendo vissuto in Italia). Se ci devono essere degli oriundi in nazionale, devono far fare il salto di qualità e non mi sembra che il Thiago Motta della situazione abbia portato grandi benefici quando è stato convocato, meglio puntare a mio parere, su un giovane italiano come Cigarini (appena convocato) che sicuramente sente di più anche la responsabilità della maglia che indossa.